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Utente: kukuzzatorio
Ben salde sulle loro sicule radici, tenacemente resistenti alla cottura e a qualsiasi aroma voglia alterarne il sapore originario, le Kukuzze nascono nell'agosto del 2005 dall'esperienza maturata nei quattro anni di vita editoriale di Bombasicilia concretizzata da un gruppo d'amici che condividono la voglia di creare nuovi spazi di comunicazione e dialogo, hanno una sede a Bagheria ("il Kukuzzatorio", laboratorio permanente di resistenza e di volontariato culturale per la Sicilia)

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Viaggiatori

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25/08/2006

Sicilia: una storia origliata quasi per caso

La Untitl.Ed, pregevole casa editrice che si propone di prendere in prestito alcune penne dal web per affidarle alla carta stampata, ha di recente pubblicato un bel libricino dal titolo “Sicilia”.

Inutile dire che ad attirarmi è stato inizialmente proprio il titolo: sono Siciliana. Quest'estate le ultime materie dell'università m'hanno impedito qualsiasi vacanza, così ho viaggiato con questo libro, che m'ha anche ribadito l'ovvia fortuna di passare qui, nell'Isola Triangolare, la mia estate.

La curiosità verso il libro è cresciuta quando ho scoperto che l’autrice, Maria Carrazoni, è una scrittrice spagnola avvezza a navigare nei siti italiani e in italiano a scrivere.

Iniziando dunque a leggere quasi per trovare uno sguardo nuovo su ciò che avevo intorno, ho scoperto un libro assai diverso dalle mie pregiudizievoli attese. Innanzi tutto il romanzo s’intitola Sicilia, ma, a dispetto del titolo, non si tratta di un taccuino di viaggio (anche se uno c’è ed è spesso presente: il mitico moleskine!), come dire la Sicilia c’è ma non si parla di Sicilia, semmai a volte si parla con la Sicilia o parla la Sicilia. In verità non si tratta neppure di un romanzo, anche perché quelli che ne dovrebbero esserne i protagonisti non vogliono essere tali.

Allora cos’è? Sicilia è il racconto, o meglio mi verrebbe da dire la cronologia (chi lo ha letto capisce bene perchè), delle tappe che portano lontano da un’amore che non c’è più. Ha il fascino convolgente e discreto di una storia origliata quasi per caso: ti prende e, poi, ti lascia, attirandoti in un momento senza tempo, una piega dell’esistenza con un prima e un dopo che non ci è dato conoscere ma solo di intuire.

Un racconto nel quale la Trinacria non è neppure un paesaggio, si riveste della sua essenza perduta di non-luogo, di luogo del mito, della distanza, di luogo dentro il mare e nonostante esso:

 non so chi inventò la parola. Si fa con l’isola e con la nostalgia di abbandonarla. col mare arabo e il mare greco nella distanza. Con la terra assente che trema e la furia dei vivi e la furia dei morti strappati di colpo. Con lo scirocco e la lontananza. Col gracchio dei gabbiani e la mafia e l’antimafia. Con la povertà e le scogliere e le fumerole dei vulcani. Con la pianura e le saline e le zolfare e le rovine. coi templi. con illuminati e oscuri, con chiaroveggenti e sordi. Con la prigione naturale del mare che ti chiude tutte le uscite e con lo stesso mare che ti complica il ritorno. Con nondeti e nonsentiti. Coi muri spellati delle case e le case rotte. 

      Con la solitudine e con la Sicilia, La Sicilitudine, A morriña.(pag. 19)

La “Sicilitudine”, una buona ragione per architettare fughe fuori da quest’isola, mai avrei pensato che potesse essere motivo per scappare anche immergendosi in essa, tra questo mare e tra queste montagne, che sono evocati quali elementi vivi e attivi, pregnanti:

      Ancora adesso che sono settimane che sto qua, passo le notti siciliane in ansia per i fenomeni parageologici, così ricchi e potenti in queste terre che adesso sento mie.(pag.60)

E poco dopo

      Dietro le palme altrove, una linea blu.

      Mi racconto:
      è il mare Ionio.
      è il mare Ionio.
      è il mare Ionio.
      Boh. o chissà quale mare è. (pag.61)

Alla fine , dunque, ho trovato in questo libro non la Sicilia che mi aspettavo, quella di un turista, ma quella che più mi lascia perplessa, quella che prende te e la tua storia senza chiederti niente, ma anche senza lasciarti vie di mezzo, una Sicilia in cui sicuramente chi scrive non è stato spettatore ma viaggiatore, cosicchè essa c’è anche se non la si descrive, come in un quadro espressionista dove tra lo sguardo del pittore e la scena che si dipinge cade ogni confine.

Il libro su IBS

postato da: kukuzzatorio alle ore 19:52 | link | commenti (2)
categorie: letture

Commenti
#1   28 Agosto 2006 - 07:38
 
iº giusto questa estate, all'inizio, mi trovai col lamento di AM Ortese, sul suo Il mare non bagna Napoli, così male accolto tra i napolitani, che lei mai torno alla città. Allora pensai mi tengo questo brano per rispondere su Sicilia ai siciliani. Se mi dicono ma quale Sicilia è questa, dico, una soggettiva o bene, il mio spaesamento è.
Poi vedo Amore e Psique, la foto che hai messo, e mi rilasso.

:)
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#2   19 Settembre 2006 - 15:57
 
gli lasciai un sms a Tonino in skipe. per te. Giorni fa. Chiedendole scuse per questo commento mio sopra, un po' fuori posto. c'è qualcosa che mi mette in ansia quando sento parlare di Sicilia. Tu hai scritto quelli che ne dovrebbero esserne i protagonisti non vogliono essere tali. Chissà perchè, io mi domando.
Mentre, grazie veramente

María
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