Chi sono

Utente: kukuzzatorio
Ben salde sulle loro sicule radici, tenacemente resistenti alla cottura e a qualsiasi aroma voglia alterarne il sapore originario, le Kukuzze nascono nell'agosto del 2005 dall'esperienza maturata nei quattro anni di vita editoriale di Bombasicilia concretizzata da un gruppo d'amici che condividono la voglia di creare nuovi spazi di comunicazione e dialogo, hanno una sede a Bagheria ("il Kukuzzatorio", laboratorio permanente di resistenza e di volontariato culturale per la Sicilia)

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Viaggiatori

Le Porte Scee sono state varcate *loading* volte
10/05/2007

Trasloco definitivo

Questo blog si trasferisce su BombaSicilia: da oggi mi trovate qui
postato da: kukuzzatorio alle ore 11:53 | link | commenti
categorie: comunicazioni
16/02/2007

cent'anni di poesia

Cento anni fa moriva a Bologna Giosuè Carducci, grande poeta del Risorgimento  e primo italiano ad essere insignito del premio nobel per la letteratura.
Per celebrare la ricorrenza molti sono gli eventi organizzati, soprattutto in Toscana, sua terra d’origine, e a Bologna, dove Carducci visse a lungo e dove morì appunto il 16 febbraio del 1907.
L’inaugurazione dell’anno carducciano in Toscana si terrà oggi  a Castagneto Carducci, comune in provincia di Livorno, un tempo Castagneto Marittimo, dove Carducci visse da bambino e che proprio in suo onore cent’anni fa mutò il proprio nome. In quest’occasione verranno inaugurati il Museo Archivio e il Centro di valorizzazione Casa Carducci. Sarà qui possibile ammirare nuovi documenti insieme a materiali già in nostro possesso riorganizzati ed arricchiti,  grazie alla collaborazione con Casa Carducci di Bologna. I Comuni di Castagneto Carducci, Pietrasanta e Santa Maria a Monte e le Province di Lucca e Livorno hanno inoltre stabilito un’intesa per coordinare le iniziative volte a ricordare il celebre poeta nella sua terra natia.
Anche l’università di Bologna, dove il poeta toscano insegnò dal 1860 al 1904, ha organizzato in collaborazione col comune una serie di eventi in suo onore. Sempre oggi nella Biblioteca dell'Archiginnasio si svolgerà alle 16.30 il convegno «Lidia, Margherita, Annie: Carducci e le donne». Nella stessa occasione si terrà l’annullo speciale del filatelico dedicato a Carducci dalle Posteitaliane. Per chi volesse informarsi e magari partecipare agli eventi programmati  consigliamo di consultare il sito www.casacarducci.it  dove è possibile leggere il calendario dettagliato degli eventi pensati per celebrare il poeta.
postato da: kukuzzatorio alle ore 10:57 | link | commenti
categorie:
25/08/2006

Sicilia: una storia origliata quasi per caso

La Untitl.Ed, pregevole casa editrice che si propone di prendere in prestito alcune penne dal web per affidarle alla carta stampata, ha di recente pubblicato un bel libricino dal titolo “Sicilia”.

Inutile dire che ad attirarmi è stato inizialmente proprio il titolo: sono Siciliana. Quest'estate le ultime materie dell'università m'hanno impedito qualsiasi vacanza, così ho viaggiato con questo libro, che m'ha anche ribadito l'ovvia fortuna di passare qui, nell'Isola Triangolare, la mia estate.

La curiosità verso il libro è cresciuta quando ho scoperto che l’autrice, Maria Carrazoni, è una scrittrice spagnola avvezza a navigare nei siti italiani e in italiano a scrivere.

Iniziando dunque a leggere quasi per trovare uno sguardo nuovo su ciò che avevo intorno, ho scoperto un libro assai diverso dalle mie pregiudizievoli attese. Innanzi tutto il romanzo s’intitola Sicilia, ma, a dispetto del titolo, non si tratta di un taccuino di viaggio (anche se uno c’è ed è spesso presente: il mitico moleskine!), come dire la Sicilia c’è ma non si parla di Sicilia, semmai a volte si parla con la Sicilia o parla la Sicilia. In verità non si tratta neppure di un romanzo, anche perché quelli che ne dovrebbero esserne i protagonisti non vogliono essere tali.

Allora cos’è? Sicilia è il racconto, o meglio mi verrebbe da dire la cronologia (chi lo ha letto capisce bene perchè), delle tappe che portano lontano da un’amore che non c’è più. Ha il fascino convolgente e discreto di una storia origliata quasi per caso: ti prende e, poi, ti lascia, attirandoti in un momento senza tempo, una piega dell’esistenza con un prima e un dopo che non ci è dato conoscere ma solo di intuire.

Un racconto nel quale la Trinacria non è neppure un paesaggio, si riveste della sua essenza perduta di non-luogo, di luogo del mito, della distanza, di luogo dentro il mare e nonostante esso:

 non so chi inventò la parola. Si fa con l’isola e con la nostalgia di abbandonarla. col mare arabo e il mare greco nella distanza. Con la terra assente che trema e la furia dei vivi e la furia dei morti strappati di colpo. Con lo scirocco e la lontananza. Col gracchio dei gabbiani e la mafia e l’antimafia. Con la povertà e le scogliere e le fumerole dei vulcani. Con la pianura e le saline e le zolfare e le rovine. coi templi. con illuminati e oscuri, con chiaroveggenti e sordi. Con la prigione naturale del mare che ti chiude tutte le uscite e con lo stesso mare che ti complica il ritorno. Con nondeti e nonsentiti. Coi muri spellati delle case e le case rotte. 

      Con la solitudine e con la Sicilia, La Sicilitudine, A morriña.(pag. 19)

La “Sicilitudine”, una buona ragione per architettare fughe fuori da quest’isola, mai avrei pensato che potesse essere motivo per scappare anche immergendosi in essa, tra questo mare e tra queste montagne, che sono evocati quali elementi vivi e attivi, pregnanti:

      Ancora adesso che sono settimane che sto qua, passo le notti siciliane in ansia per i fenomeni parageologici, così ricchi e potenti in queste terre che adesso sento mie.(pag.60)

E poco dopo

      Dietro le palme altrove, una linea blu.

      Mi racconto:
      è il mare Ionio.
      è il mare Ionio.
      è il mare Ionio.
      Boh. o chissà quale mare è. (pag.61)

Alla fine , dunque, ho trovato in questo libro non la Sicilia che mi aspettavo, quella di un turista, ma quella che più mi lascia perplessa, quella che prende te e la tua storia senza chiederti niente, ma anche senza lasciarti vie di mezzo, una Sicilia in cui sicuramente chi scrive non è stato spettatore ma viaggiatore, cosicchè essa c’è anche se non la si descrive, come in un quadro espressionista dove tra lo sguardo del pittore e la scena che si dipinge cade ogni confine.

Il libro su IBS

postato da: kukuzzatorio alle ore 19:52 | link | commenti (2)
categorie: letture
08/07/2006

Tu sei sabbia e io sono acqua



Questo pezzo è stato scritto per il numero speciale di BombaSicilia che sarà distribuito la Notte dei Mille Racconti, qui maggiori informazioni.

«Tu sei sabbia e io sono acqua» dice Mahoud «E l’acqua cancella la sabbia.»

«E il deserto assorbe la sabbia» gli risponde Hind.1


La terra e l’acqua sono i due principi opposti della vita, l’elemento maschile e quello femminile, i due fochi che illuminano diversi sguardi sul mondo e la Sicilia è il centro in cui questi due fuochi si fondono, il centro di un equilibrio sempre precario e sul punto di frantumarsi: terra del grano e di Demetra, della dea madre della fecondità, almeno fino all’Ottocento granaio del Mediterraneo; ma anche terra stretta dal mare, isola quasi per caso, per un tratto assai breve ma traversato da poderose correnti e sorvegliato da mostri feroci.

Tutto in Sicilia venne dal mare, lo solcarono i Greci e i Fenici, e i Romani, e gli Arabi. E chi non ne dominasse le correnti doveva arrendersi a rimanere alle sue porte al di là dello stretto, come i Longobardi. Tutto in Sicilia in quel mare è mistero:

postato da: kukuzzatorio alle ore 11:03 | link | commenti (1)
categorie: notte dei mille racconti